No One Gets Left Behind: CCO a Varsavia per condividere pratiche teatrali in carcere

Tre giornate di confronto internazionale, sperimentazione e scambio tra professionistə del teatro che lavorano in contesti penitenziari. Crisi Come Opportunità ha partecipato a Varsavia a No One Gets Left Behind – A Creative Gathering of Theatre Practitioners Working in Prisons, un’occasione per condividere esperienze, esplorare nuovi strumenti e riflettere sul ruolo del teatro nei percorsi di crescita e cambiamento.

A fine settembre settimana siamo volatə a Varsavia per partecipare a No One Gets Left Behind, un incontro internazionale che ha riunito educatorə, operatorə e formatricə impegnatə a portare il teatro all’interno del sistema penitenziario polacco.

Per tre giorni abbiamo condiviso pratiche, esercizi e approcci diversi al lavoro teatrale in carcere. Abbiamo messo in comune gli strumenti sviluppati nella nostra esperienza, sperimentato quelli proposti dallə altrə partecipanti e scoperto nuove possibilità di lavoro, anche quando la lingua rappresentava una barriera. Perché il teatro, prima ancora delle parole, è fatto di gesti, ascolto, presenza e relazione.

L’incontro è stato anche un’importante occasione per confrontarci sulle sfide che accomunano chi lavora in questi contesti: capire cosa funziona, riconoscere come le pratiche cambino a seconda del luogo e delle persone coinvolte e riflettere su come costruire relazioni di fiducia, sia all’interno dei gruppi sia nel dialogo con le istituzioni penitenziarie.

Per CCO, che da vent’anni utilizza l’arte e i linguaggi espressivi per promuovere inclusione, partecipazione e nuove opportunità per i giovani, questo scambio rappresenta un’occasione preziosa per mettere in prospettiva il lavoro quotidiano, interrogare le proprie metodologie e continuare a sperimentare.

Torniamo da Varsavia con nuovi strumenti, nuove relazioni e qualche certezza in meno. Perché incontrare altre esperienze significa anche rimettere in discussione ciò che diamo per acquisito, scoprire approcci differenti e riconoscere che, in contesti diversi, molte delle domande che ci poniamo sono le stesse.

È proprio in questo confronto che si apre la possibilità di crescere, individualmente e come comunità professionale, costruendo pratiche sempre più consapevoli e capaci di rispondere alla complessità dei contesti in cui operiamo.

Un ringraziamento speciale a Pino Beato, Lello Genovese, Fabrizio Nardi, Mauro Mou e Lara Farci per aver condiviso con noi questa esperienza, e al board e allo staff operativo di Fundacja Dom Kultury per l’accoglienza, l’organizzazione e l’opportunità di vivere questi due giorni di scambio e sperimentazione.

Perché nessunə dovrebbe essere lasciatə indietro.
E perché anche attraverso il teatro è possibile costruire spazi di incontro, fiducia e cambiamento.

Foto:
@malgorzatabrus
@izabelasmyk