I ragazzi dell’IPM di Airola al premio Elsa Durante

Essere presenti, a volte, è un gesto politico.
Per i ragazzi dell’IPM di Airola, partecipare al Premio Annalisa Durante ha significato uscire – simbolicamente e concretamente – da uno spazio chiuso per entrare in un contesto pubblico, attraversarlo, abitarlo.

La giornata è stata intensa e impegnativa ed ha visto due momenti che hanno restituito pienamente il senso della presenza dei ragazzi.
L’esibizione, durante la quale l’emozione era evidente, quasi trattenuta. Eppure, sul palco, i ragazzi hanno dimostrato una bravura solida, concentrata. In sala si è creato un silenzio raro: un ascolto attento, partecipe, che ha dato valore al lavoro fatto e al coraggio di esporsi.
Il secondo momento – forse il più autentico – è arrivato dopo, lontano dai microfoni.
Un caffè condiviso insieme: operatori, educatori, assistenti, ragazzi, compagnia mista.
Un tempo informale, semplice, ma fondamentale. È lì che le distanze si accorciano, che le persone smettono di essere ruoli e diventano presenze reali.

I ragazzi hanno osservato molto, ascoltato con attenzione, mostrando interesse per diversi interventi, in particolare per quello del Garante e per alcune testimonianze di altri partecipanti.
Segnali importanti, che raccontano una partecipazione non passiva, ma vigile.

Il risultato più significativo, però, riguarda il percorso nel suo insieme.
Nonostante le difficoltà, il gruppo sta prendendo forma.
La compagnia mista – composta da ragazzi reclusi e ragazzi e ragazze liberi – è sempre più solida, l’interazione cresce, così come cresce la loro consapevolezza all’interno del cammino intrapreso.

Sappiamo che qualcuno si perderà lungo la strada.
Ma l’obiettivo resta chiaro: coinvolgere il più possibile, restare, continuare a costruire insieme.
Un passo alla volta.