Le Storie raccontate

Sono molte le storie di persone e associazioni che ci hanno accompagnato e che abbiamo raccontato nei nostri spettacoli.

Le storie di
Se dicessimo la Verità – Ultimo capitolo (2022)

Deborah Cartisano figlia del fotografo di Bovalino (RC) Lollò Cartisano sequestrato e barbaramente ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1993, impegnata nel raccontare l’importanza della memoria delle vittime di ‘ndrangheta.

Cortocircuito associazione culturale antimafia di Reggio Emilia. Nasce come giornalino studentesco indipendente e web-tv per le scuole. Ha
messo in luce la penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel territorio.

Francesca Grillo giovane cronista della redazione Milano Metropoli del quotidiano il Giorno. Vive e lavora a Buccinasco. In questi anni è stata
una delle poche voci del territorio a scrivere di mafia.

Gaetano Saffioti imprenditore edile calabrese, testimone di giustizia. La sua denuncia ha contribuito all’arresto di molti boss della Piana di
Gioia Tauro. Oggi vive sotto scorta.

Maria Stefanelli prima donna testimone di giustizia contro la ‘ndrangheta. Vive sotto protezione dello Stato ed è stata testimone
al maxi processo Minotauro, che indaga le infiltrazioni delle cosche calabresi in Piemonte.

Paolo Bocedi è stato uno dei primi imprenditori in Lombardia a ribellarsi alla mafia, ha fondato insieme a Tano Grasso S.O.S. Impresa nel 1991, oggi S.O.S. Italia Libera, associazione di imprenditori uniti nella lotta all’usura e al racket delle estorsioni. Nel mese di giugno 1992 ha subito un attentato di stampo mafioso a Milano. Da allora vive scortato dai carabinieri.

Stefania Pellegrini professore ordinario presso l’Università di Bologna, svolge le sue ricerche nell’ambito della Sociologia del diritto. I suoi
interessi scientifici riguardano lo studio del processo civile come fenomeno sociale, l’etica delle professioni giuridiche e l’analisi del
fenomeno mafioso e delle strategie di contrasto e di prevenzione.  Ha attivato il primo corso di “Mafie e Antimafie” in una Scuola di Giurisprudenza e da dieci anni dirige il Master di II Livello in “Gestione e riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alle mafie. Pio La Torre”.

Abbiamo utilizzato inoltre storie, riflessioni e archetipi umani che sintetizzano la complessità di un problema che non può più essere
affrontato tracciando con sicurezza una linea di demarcazione tra chi è “contaminato” e chi non lo è.

Le storie che abbiamo portato in scena dal 2011 al 2022 per ringraziare, per non dimenticare:

CAMPANIA
Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio, Salvatore De Falco uccisi a Pomigliano D’Arco nel 1998 perché scambiati per appartenenti a un
clan rivale a quello dei killer.

Silvia Ruotolo uccisa a Napoli nel 1997 da un proiettile vagante nel mezzo di uno scontro a fuoco tra clan.

Pasquale Cappuccio consigliere comunale di Ottaviano, ucciso nel 1978 per aver denunciato la collusione di malavita e politica su
speculazioni edilizie.

Mimmo Beneventano consigliere comunale di Ottaviano, ucciso nel 1980 per aver denunciato le speculazioni edilizie della camorra.

Marcello Torre sindaco di Pagani, ucciso dalla camorra nel 1980 per essersi opposto alle infiltrazioni dei clan negli appalti per la
rimozione delle macerie post-terremoto.

Fabio De Pandi 11 anni, ucciso nel 1991 al Rione Traiano da un proiettile vagante, a seguito di una sparatoria tra clan rivali.

Annalisa Durante uccisa a 14 anni a Forcella, nel 2004, in un conflitto a fuoco tra clan rivali.

Federico Del Prete sindacalista dei commercianti ambulanti, ucciso nel 2002 a Casal di Principe per aver denunciato il racket nei mercati.

Teresa Buonocore uccisa nel 2010 a Napoli per aver testimoniato al processo contro chi aveva abusato di sua figlia minorenne.

Paolino Avella ucciso nel 2003 a seguito del tentativo di rapina del suo motorino.

Don Peppe Diana ucciso nel 1994, parroco di Casal di Principe, pagò con la vita la sua esposizione contro la camorra.

Giancarlo Siani giornalista de “Il Mattino”, ucciso nel 1985 per aver denunciato le attività criminali della malavita e le sue infiltrazioni
nella politica.

Associazione Figli in Famiglia ha creato un centro di aggregazione minorile in un appartamento confiscato al clan Mazzarella a San
Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli.

Officina delle culture “Gelsomina Verde” gestita dall’Associazione Resistenza Anticamorra, sorge in una ex scuola di Scampia,
utilizzata dalla camorra. Accoglie laboratori, una scuola di musica, una palestra sociale, una comunità alloggio per minori.

Cooperativa Agropoli formata nel 1999 da un gruppo di giovani di San Cipriano d’Aversa e dai genitori di ragazzi disabili. In una
villa confiscata al boss Pasquale Spierto, accoglie persone affette da disagio psichico. L’attività più significativa della cooperativa è
rappresentata dalla Trattoria NCO, Nuova Cucina Organizzata.

Radio Siani dedicata alla memoria di Giancarlo Siani, inaugurata nel 2009 in un bene confiscato al boss Giovanni Birra a Ercolano.

Cooperativa “Al di là dei sogni” gestisce, in un bene confiscato al boss Antonio Moccia a Sessa Aurunca, un Centro di prima accoglienza per l’inserimento lavorativo, attraverso la coltivazione dei terreni, e un canile per la pet-therapy.

Cooperativa “Le terre di Don Peppe Diana” costituita nel 2010, ha avuto in affidamento la tenuta agricola appartenuta al boss Michele
Zaza a Castel Volturno per la realizzazione di una fattoria didattica e di un caseificio.

Marano Ragazzi Spot Festival premia i migliori spot di pubblicità sociale pensati e realizzati dai ragazzi delle scuole elementari,
medie e superiori italiane.

Fondazione Silvia Ruotolo Onlus si prefigge di contrastare la subcultura mafiosa partendo dall’infanzia.

Sanitaensamble orchestra giovanile attiva nel Rione Sanità di Napoli, offre a bambini, adolescenti e giovani una formazione musicale di alto profilo.

Cooperativa sociale “La paranza” nata nel 2006 da un gruppo di ragazzi e ragazze del Rione Sanità di Napoli, ha contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del quartiere.

Fiume in piena movimento popolare che raccoglie cittadini, studenti, associazioni, rappresentanze sociali e territoriali provenienti dal triangolo della Terra dei Fuochi, in prima linea nella lotta per la salvaguardia dell’ambiente contro gli abusi della criminalità organizzata.

SICILIA
Elena Ferraro imprenditrice trapanese. Rifiuta di pagare il pizzo e denuncia le richieste di estorsione subite.

Giovanni Falcone magistrato, ucciso il 23 maggio 1992, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Rocco Dicillo,
Antonio Montinaro e Vito Schifani.

Paolo Borsellino magistrato, ucciso il 19 luglio 1992, insieme ai cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo
Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Giuseppe Todaro imprenditore di Carini che ha denunciato i suoi estorsori. Oggi fa parte della rete di Addiopizzo.

Addiopizzo movimento formato dai siciliani che si riconoscono nella frase “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

Graziella Campagna 17 anni, uccisa a Villafranca Tirrena nel 1985, per aver trovato un bigliettino che rivelava il vero nome di un boss
palermitano latitante.

Libero Grassi imprenditore, ucciso nel 1991 a Palermo, per non essersi piegato al pizzo.

Peppino Impastato ucciso a Cinisi nel 1978, per aver denunciato le speculazioni e gli affari della mafia anche interni alla stessa famiglia.

Fondazione Falcone promuove la cultura dell’impegno civile e l’educazione alla legalità attraverso iniziative di carattere sociale
e culturale che coinvolgono i giovani. Favorisce l’integrazione e la cooperazione tra i sistemi giudiziari europei e internazionali. Dal
1996 ha ottenuto dall’ONU il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso l’ECOSOC.

Centro Studi Paolo e Rita Borsellino si ispira agli insegnamenti del giudice Borsellino per il superamento della subcultura mafiosa.
Promuove attività finalizzate alla conoscenza e allo sviluppo di pratiche di impegno educativo, sociale e culturale che valorizzano
prassi di “memoria operante”.

Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” è il primo centro studi mafia sorto in Italia, fondato nel 1977 da Umberto
Santino e Anna Puglisi, per sviluppare la conoscenza del fenomeno mafioso a livello nazionale e internazionale. Promuove iniziative per
elaborare e diffondere la cultura della legalità, dello sviluppo e della partecipazione democratica.

Paolo Borrometi giornalista siciliano. Vive sotto scorta a causa delle numerose aggressioni e delle minacce di morte subite per le sue
coraggiose inchieste sugli affari della mafia siciliana nelle province di Ragusa e Siracusa.

LAZIO
Federica Angeli giornalista. Risiede a Ostia. Per le sue coraggiose indagini e denunce, oggi vive sotto scorta.
TorPiùBella associazione di rigenerazione urbana e sociale di Tor Bella Monaca, a Roma.

DaSud nasce in Calabria nel 2005 per sperimentare percorsi di giustizia sociale, sviluppare i diritti come strumento di contrasto ai clan e ricostruire l’antimafia popolare. Ha raccontato la trasformazione del ruolo delle donne nei clan e promuove campagne e politiche per la parità di genere. Oggi ha sede a Roma.

Spiaggia Libera S*P*Q*R* esempio di gestione virtuosa di una spiaggia del litorale di Ostia.

Tamara Ianni collaboratrice di giustizia e testimone chiave nel processo al clan Spada. Per le sue dichiarazioni vive con la sua famiglia in una località protetta.

LOMBARDIA
Perego strade esempio di come la ‘ndrangheta entri in un’industria svalutando il capitale economico e sociale presente.

Lea Garofalo testimone di giustizia, uccisa dalla ‘ndrangheta nel 2009. Erminio Barzaghi ex sindaco di Giussano, leader della stagione di
lotta contro la criminalità organizzata negli anni Ottanta. Maria Ferrucci sindaco di Corsico. Ha subito minacce per aver
denunciato la presenza della ‘ndrangheta nella sua città.

Ester Castano giornalista. Nel 2012 ha svelato alcune infiltrazioni nel comune di Sedriano.

La Tela – Osteria Sociale del Buon Essere nata in un bene confiscato nel 2010, esempio virtuoso di imprenditoria sociale per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

CALABRIA
Antonio Bartuccio ex sindaco di Rizziconi, vive sotto scorta. Gruppo Cooperativo GOEL nasce nel 2003 e ha come mission
“il cambiamento socio-economico della Locride e della Calabria” riconoscendo nell’impresa sociale il principale strumento di questo
cambiamento.

Nicoletta Polifroni magistrato calabrese, ha studiato legge a Bologna. Nel 1996 suo padre, imprenditore edile, è stato ucciso
dalla ‘ndrangheta perché si rifiutava di pagare il pizzo.

Giovanni Tizian giornalista calabrese. Si traferisce in Emilia Romagna dopo l’omicidio del padre. Laureato in criminologia presso l’Università
di Bologna, conduce inchieste sulle mafie. Vive sotto scorta.

PIEMONTE
Gabriella Augusta Maria Leone sindaco di Leinì, comune in provincia di Torino. La storia di un rinnovato impegno politico e sociale in un
comune precedentemente sciolto per infiltrazioni mafiose.

Bruno Caccia procuratore della Repubblica a Torino, ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983.

EMILIA ROMAGNA
La fattoria di Masaniello Ristorante – Pizzeria Etica di Bologna. Coinvolge lavoratori svantaggiati e una rete di associazioni per
attività formative e culturali. Per la sua cucina utilizza prodotti realizzati da cooperative sociali che lavorano su terreni confiscati alle
mafie, presidi Slow Food, aziende antiracket o che operano in carcere.

 

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